Il serpente più grande del mondo è stato scoperto — ed è più spaventoso di quanto pensi

La scissione di una specie iconica

Per secoli, gli erpetologi hanno considerato tutte le anaconde verdi come un’unica specie — Eunectes murinus — diffusa in gran parte del Sud America tropicale. Uno studio fondamentale, pubblicato all’inizio del 2025, ha rivelato che questa classificazione “taglia unica” nascondeva in realtà due linee genetiche distinte, separate da una divergenza mitocondriale del 5,5% e da una scissione evolutiva risalente a circa dieci milioni di anni fa — più ampia della distanza genetica tra esseri umani e Neanderthal. Nonostante un’identica livrea verde oliva e forme corporee simili, le anaconde settentrionali e meridionali si erano separate da tempo, evolvendosi in parallelo nei bacini dell’Amazzonia e dell’Orinoco. Solo grazie alle moderne tecniche di sequenziamento del DNA i ricercatori sono finalmente riusciti a distinguere queste specie criptiche, portando a una revisione radicale della tassonomia dei serpenti nei manuali scientifici.

Questa revisione tassonomica comporta implicazioni significative per la gestione della fauna selvatica e le politiche di conservazione. Le misure di tutela, ora, dovranno tenere conto di due specie distinte invece di un unico gigante panamazzonico, con possibili effetti sullo stato di conservazione nella Lista Rossa IUCN, sugli allegati della CITES e sui quadri normativi per la protezione degli habitat oltre i confini internazionali.

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